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La ragione tra scienza e filosofia (Francesco di Maria)

18.00

FORMATO A5

PAGINE 336

ISBN 978-88-3300-297-2

PRIMA EDIZIONE SETTEMBRE 2022

Descrizione prodotto

In questo volume l’autore si chiede cosa possa o debba intendersi per ragione e razionalità. Si intenderà che esse debbano sempre e comunque conformarsi alla razionalità scientifica data o si dovrà pur sempre continuare a distinguere tra l’idea di ragione-razionalità e le sue molteplici forme storico-fenomenologiche? Tale idea si verrà attivamente esercitando su un piano filosofico, etico-morale, estetico, giuridico, economico-sociale, religioso, senza una sua univoca e vincolante dipendenza dalla sua dimensione tecnico-scientifica oppure dovrà essere necessariamente identificata con tale dimensione e risultare almeno ad essa riconducibile? Il nostro universo è costituito da strutture plurime, tutte profondamente e sottilmente intrecciate le une con le altre, e ognuna di queste strutture, come l’insieme possibile di esse tutte, tendono a rinviare sempre a qualcosa di ulteriore, a livelli sempre altri e più complessi di significato, a princípi logico-esplicativi apparentemente irriducibili ma in realtà ancora condizionati da una qualche rete residuale di tipo logico-relazionale. Tutto sembra afferrabile al di qua di ogni dimensione tradizionalmente ontologica, ma ogni volta la ricerca sembra non potersi concludere appieno in ossequio alla sua canonica razionalità e sembra venire invece unicamente sollecitata da un ignoto tanto più folto e denso quanto più solide appaiono le conoscenze da essa raggiunte. E’ come se la scienza, anziché avvicinarsi a verità realmente e universalmente risolutive, tendesse ad allontanarsene sempre di più. Allora, una volta di più, nella storia della cultura umana, riemergono domande antiche ma sempre nuove: che cos’è la scienza? In che consiste la logica scientifica? Cos’è scienza e cosa non lo è? Che rapporto passa tra la razionalità e la razionalità scientifica e filosofica? In che modo funziona la scienza, quali sono i suoi meccanismi costitutivi essenziali, tali meccanismi sono gli unici possibili oppure possono essere sostituiti o integrati da altri meccanismi, qual è o quali sono le ragioni d’essere della scienza? Le ragioni della scienza sono solo di natura conoscitiva o anche di natura morale, civile, politica? Che nesso intercorre tra le ragioni scientifiche e quelle filosofiche? La ricerca scientifica e filosofica può interloquire lecitamente e proficuamente con la ricerca religiosa oppure il metodo scientifico è del tutto incompatibile con la ricerca di verità prive di  senso scientifico anche se non di senso tout court ? Il significato epistemico e il senso religioso del reale possano utilmente intersecarsi o meglio interagire senza reciproche interferenze o tra scienza e fede è opportuno decretare un definitivo muro contro muro a beneficio o forse a danno di entrambe? Donde la tesi provocatoria dell’autore: il cattolicesimo contemporaneo può indossare un’armatura teorica costruita non solo con il proverbiale rigore logico medievale ma anche con i nuovi materiali e le sofisticate elaborazioni della scienza e della filosofia contemporanee, per cui, mentre è in grado di rigettare criticamente improvvide accuse di neoscurantismo, è altresì capace di raccogliere il guanto della sfida  o della contesa da qualunque parte gli venga lanciato. Ma, al di là di questo, da un punto di vista cattolico gli occhi della scienza non meno di quelli della filosofia devono essere simili agli occhi della fede, che Gesù voleva come (sicut) quelli dei bambini, come occhi   che inducono a credere o ad immaginare che la realtà apparente possa essere anche molto diversa da come appare o si manifesta realmente: occhi, quindi, predisposti ed esercitati a cercare la ragione delle cose non solo nella loro apparente fenomenicità ma soprattutto nella loro essenzialità noumenica, non tanto nei loro aspetti esteriori e sensibili ma anche in forme invisibili e sovrasensibili. La realtà in senso generale è sempre contemporaneamente sia immanente che trascendente e queste due dimensioni sono inseparabili anche se l’una e l’altra sono formate da strati o livelli via via più profondi e nascosti attraverso cui non è pensabile di poter mai arrivare a Dio in modo compiuto ed esaustivo.

Francesco di Maria è autore di una ventina di pubblicazioni in volume. Formatosi ad una scuola di pensiero rigorosamente laica, è approdato nel 2003 ad una riscoperta filosofica ed esistenziale del nucleo veritativo e salvifico della fede cristiana e cattolica. Questo spiega perché tra il 1978 e il 2002 la sua produzione filosofica, sebbene mai orfana di un’apertura critica alla possibilità della trascendenza, risenta profondamente della sua lunga e attenta riflessione su importanti momenti del pensiero moderno, con particolare riferimento a Francesco Bacone e a Karl Marx, del pensiero contemporaneo italiano (Antonio Banfi, Giulio Preti, Galvano Della Volpe, Piero Martinetti, Federigo Enriques, Antonio Gramsci, Aldo Capitini) e del pensiero europeo  novecentesco (Edmund Husserl, Sigmund Freud,  Emmanuel Mounier, Cornelius Castoriadis), mentre, a partire dal 2003, essa appaia tutta orientata verso un impegno di testimonianza etico-religiosa, sebbene sempre esercitato in relazione a fondamentali temi del dibattito filosofico-scientifico internazionale.

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