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La memoria e la vita (Serena Elisabetta Dal Mas)

18.00

FORMATO A5

PAGINE 288

ISBN 978-88-3300-217-0

PRIMA EDIZIONE GENNAIO 2021

Descrizione prodotto

Scrive Cesare Pavese: “Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. Ricordare una cosa significa vederla – ora soltanto – per la prima volta”. La memoria e la vita è un libro di ricordi ma non solo: esso, ripercorrendo la vita di due persone – i genitori dell’Autrice – rilegge, attraverso le vicende e i racconti, un periodo di vita collocato fra la Prima Guerra Mondiale e il Secondo Dopoguerra, offrendo, attraverso la prospettiva personale di storie di vita realmente vissuta, uno spaccato biografico che si apre su un lungo capitolo della storia italiana. La narrazione di eventi delle vite dei due protagonisti si alterna a riflessioni e a momenti introspettivi, proposti dall’Autrice come “appunti” a commento delle vicende narrate.

Serena Elisabetta Dal Mas è nata a Belluno nel 1949 e attualmente risiede in Provincia di Bolzano. Si è laureata in Lettere Classiche presso l’Università di Padova e ha dedicato tutta la sua vita professionale all’insegnamento delle materie letterarie. Docente di Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico Messedaglia di Verona dal 1986 al 2007, ha svolto attività di divulgazione culturale anche intervenendo a trasmissioni radiofoniche e televisive per networks locali. È tuttora attiva come relatrice a conferenze in tema di letteratura antica e moderna, in provincia di Verona e di Bolzano.

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4 recensioni per La memoria e la vita (Serena Elisabetta Dal Mas)

  1. :

    È un tuffo nel vissuto della nostra gente, di quasi cento anni fa. Ma soprattutto è un’occasione per scoprire i valori che hanno ispirato la vita difficile di allora.
    Lo spirito di sopravvivenza.
    La conquista del diritto allo studio.
    Le ripartenze dopo periodi difficili.
    La solidarietà tra parenti e l’affetto che li legava.
    Il valore di una famiglia allargata.
    Inoltre si può cogliere anche lo stile della grande famiglia Dal Mas che, per certi aspetti, si può riconoscere anche nei giovani di questa generazione.
    Grazie per l’approfondito lavoro, generosamente offerto ai posteri.
    Complimenti.

    (Floriana)

  2. :

    “Ho letto con grande interesse e profonda commozione ‘la memoria e la vita’. L’unico modo per rendere immortale ciò che è soggetto alle leggi del tempo è di elevarlo su un piano superiore, nello specifico l’arte della scrittura, di cui l’autrice è profonda conoscitrice.
    Questo libro mi ha consentito di entrare nello spazio privilegiato e prezioso di una famiglia e di cogliere la luce che sprigiona da quei valori, ahimè oggi così rari, cui i genitori dell’autrice si sono ispirati, giorno dopo giorno, nel percorso della loro lunga vita”.

    (Bruna)

  3. :

    Se è vero, come dice Natalia Ginzburg, che i libri di memorie non sono che esili barlumi e schegge, è altrettanto vero che essi rappresentano comunque un segno importante perché sono un tributo di amore e di riconoscenza verso la Vita.
    Nel romanzo di Serena Dal Mas emerge proprio questo: la profonda gratitudine verso le Vite dei suoi cari che, attraversando un’epoca storica contrassegnata da contraddizioni e drammi, si sono passati un testimone importante di valori umani e civili. Infatti, ripercorrendo con l’autrice il racconto che, dalla drammatica morte del bisnonno, strappato alla sua famiglia e ai suoi sogni da una gelida notte trascorsa a lavorare, arriva fino al ricordo della vitalità concreta, operosa e al tempo stesso gioiosa del padre Alberto e della madre Bruna, il lettore ritrova un filo rosso di valori che, oltre a renderci partecipi di profondi affetti familiari fondati sul senso della condivisione, del rispetto, del sostegno reciproco (attestazione che già da sola basterebbe a colmare il vuoto dei nostri tempi), ci parla di coraggio, di speranze, di responsabilità individuale, di impegno. Ecco che allora, raccontando le vicende con uno stile narrativo puntuale e lucido, ma al tempo stesso evocativo e sentimentale, il romanzo dà testimonianza di quelle Vite che hanno offerto un contributo alla Vita, non solo personale dell’autrice, ma anche collettiva della Storia. Proprio a partire dall’esempio generoso di uomini e donne, altrettanto generosamente condiviso dall’autrice con noi lettori, dobbiamo trarre un insegnamento e provare un senso di profonda gratitudine. Infatti, i fili della memoria e della Storia, che si sono intrecciati nella narrazione, si dipanano oltre le pagine del romanzo che in questo modo sa illuminare e dare consistenza “agli esili barlumi e schegge di quanto abbiamo visto e udito”.

    Serena Endrizzi

  4. :

    Storia appassionata di una famiglia bellunese nella prima metà del Novecento.

    L’ intenzione iniziale dell’autrice nell’accingersi a scrivere questo libro era forse quella di conservare in maniera ordinata il ricordo della sua famiglia per sé e per i suoi cari, prima che col passare del tempo svanisse e si disperdesse. Ma questo non si poteva attuare adeguatamente senza inserire i fatti personali nella “grande storia” della prima metà del Novecento: emigrazione, prima guerra mondiale, fascismo, crisi del ’29, guerra d’Etiopia, seconda guerra mondiale, resistenza, boom… Il tutto focalizzato sulla zona di Belluno, che a volte si è trovata nel passato in situazioni particolari, diverse rispetto al resto d’Italia.

    I fatti raccontati sono numerosi ed illustrano quei periodi meglio di un manuale di storia,in quanto fanno trasparire le emozioni di chi li viveva : l’alta tensione in mezzo ai pericoli della guerra , la gioia nel riuscire a superarli con la prontezza di spirito, l’intelligenza,la determinazione e a volte grazie anche alla fortuna, il dolore inguaribile per la perdita di persone indispensabili e molto care, la fatica di vivere con poco , la laboriosità che portava a non scoraggiarsi e a costruire la propria vita con tenacia , lungimiranza e ingegno, la consapevolezza di trovarsi in un luogo dove la natura è speciale, la gioia e il calore di certi momenti di festa in famiglia, il piacere di condividere e alimentare la cultura tutti insieme.

    Ma man mano che si procede nella lettura si scopre che lo sfondo su cui agiscono i protagonisti riguarda anche chi legge; si è portati a pensare alle vicende della propria famiglia, che ha vissuto gli stessi grandi eventi, sebbene alla propria maniera .

    Chi legge forse si aspetta di trovarsi di fronte ad una storia esposta in una forma piuttosto schematica, e invece fin da subito a tratti viene coinvolto in una avvincente atmosfera quasi romanzesca, grazie allo stile ricco di calore appassionato dell’autrice che traspare particolarmente in certe pagine.
    I vari personaggi sono presentati con uno sguardo di equilibrata umana simpatia, che coglie il meglio di ognuno di loro.
    Non mancano gli episodi di spassosa ilarità che suscitano qualche sana risata.
    Il tutto comunque è permeato da un sentimento di accorata nostalgia per quel mondo che non c’è più, ma anche da un senso di ringraziamento per quanto ha lasciato in eredità.

    Si raccomanda la lettura del libro a chi vuole conoscere meglio come la storia studiata a scuola si sia tradotta nella vita quotidiana, in particolare nella provincia di Belluno.

    Gabriella Rossignoli

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