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Credere di sapere (Filippo Bonfiglietti)

15.00

FORMATO A5

PAGINE 202

ISBN 978-88-3300-240-8

PRIMA EDIZIONE MAGGIO 2021

Descrizione prodotto

Il presente saggio affronta le nostre credulità e le loro conseguenze e indaga sulle manipolazioni di chi cerca di “venderci” le sue opinioni contrabbandate per “verità”. Di queste manipolazioni siamo stati tutti testimoni nella storia dell’uomo, anche nel Novecento, con le tragedie del nazismo, del fascismo e del comunismo, solo per citare le più drammatiche. Ma la confusione tra “credere” e “sapere” è sempre presente nell’attualità, basti pensare oggi al fenomeno dellle “fake news”. L’autore si sofferma anche sull’aspetto religioso. Il testo non è però una ribellione ma uno studio che considera anche le persecuzioni rivolte nel passato dalla Chiesa contro coloro che hanno osato manifestare un pensiero originale, come Galileo Galilei: tutti bollati da “eretici”, compresi i testi degli illuministi, negli anni scorsi riabilitati da Benedetto XVI ma, nel loro tempo, vietati. Così come è successo, al libro «Dei Delitti e delle Pene», scritto nel Settecento da Cesare Beccaria. Questo ha indotto l’autore a indagare anche sul nostro modo di affrontare il tema di Dio, senza sfociare né in un credo indimostrabile, né in un ateismo vuoto se non assurdo, ma cercando una serenità di solito considerata impossibile.

Filippo Bonfiglietti, ingegnere, a quindici anni è entrato in un centro di meditazione esoterica a Roma. Più tardi, per oltre trent’anni, si è impegnato in altre avventure psicologiche e spirituali, dapprima con la «Self-Realization Fellowship» di Paramahansa Yogananda, (l’autore dell’autobiografia che a suo tempo tanto appassionò Steve Jobs) e poi con la «School for Esoteric Studies» di New York, nata per diffondere gli insegnamenti del maestro tibetano Djwhal Khul. Nel frattempo ha seguito un’analisi didattica in psicoterapia ed ha collaborato con l’Istituto di Psicosintesi di Firenze, del quale più tardi ha fondato e diretto un Centro di formazione in Liguria. Finché, negli anni 90, si è reso conto dell’inconsistenza di troppe delle «verità» che qualcuno aveva cercato di inculcargli, fino a decidere di lasciar perdere per seguire la propria strada. La laurea in ingegneria, conquistata a suo tempo, gli ha insegnato a pensare in modo razionale e lo ha aiutato a diventare dirigente nella Ceramica Pozzi, poi nel gruppo W. R. Grace di New York, nel gruppo ENI e infine nella SAIC di San Diego, una delle più grandi società di consulenza scientifica degli Stati Uniti. Ma gli è stata preziosa anche per approfondire le conoscenze reali e per distinguerle dai sogni, passati per verità dai «maestri di saggezza». È così che nel 2000 ha deciso di scrivere il suo primo saggio sul tema «Condizionati a credere». E, da allora, ha continuato a scrivere. In uno stile leggero e assai leggibile, tale da non far trasparire che, forse, si tratta proprio di filosofia.

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