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L’Ira (Seneca)

12.00

Nuova traduzione, commento e note di Fulvio Vallana.

Illustrazione di copertina di Ivan Zoni.

FORMATO A5

ISBN 978-88-3300-176-0

PRIMA EDIZIONE MAGGIO 2020

 

Descrizione prodotto

In virtù della sua vivace componente dialogica, il De ira potrebbe essere paragonato a un efficacissimo manuale pratico. Il testo di Seneca, però, non ci riserva istruzioni per imparare in pochi passi a cucinare o a dipingere: il suo obiettivo – un po’ più ambizioso – è di guidarci ad una piena consapevolezza dell’assenso che diamo agli impulsi esterni nel momento in cui precipitiamo in una passione e, nello specifico, nell’ira; è tale assenso, infatti, a determinare l’irruzione dell’ira nell’animus, con conseguenze devastanti e irrevocabili. All’origine di ogni passione – ci dice Seneca – e anche della più funesta tra le passioni, c’è sempre un nostro sì. Ma proprio per questo motivo, contro un simile male, talmente rovinoso da travolgere tanto l’adirato quanto chi gli capiti a tiro, all’uomo è possibile opporre la solida forza della propria Ragione.

Lucio Anneo Seneca (Cordoba, 4 a.C. – Roma, 65 d.C.), filosofo, drammaturgo e politico della Roma imperiale, è stato uno dei massimi esponenti dello stoicismo o nuova Stoà. Ricoprì numerose cariche pubbliche e guidò Nerone nei primi anni di governo. Successivamente, il deterioramento dei rapporti con l’imperatore lo portò a ritirarsi a vita privata e a dedicarsi completamente alla scrittura. Nonostante questo non riuscì a sfuggire all’ira di Nerone che lo condannò a togliersi la vita.

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